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Penisola sorrentina, il Wwf salva un giovane riccio

Un giovane riccio (Erinaceus europaeus) ha rischiato di morire investito dalle macchina, è stato ritrovato “appallottolato” proprio al centro della carreggiata. Recuperato e tenuto in osservazione da alcuni cittadini che, dopo averlo rimesso in libertà, lo hanno nuovamente ritrovato stavolta  “incastrato” in una recinzione poco distante. <<A questo punto si sono rivolti alla nostra associazione – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – che, dopo aver accertato con i nostri esperti una leggera intossicazione alimentare e fornito le cure appropriate, gli ha restituito la libertà dopo pochi giorni>>.

Il salvataggio dei questo piccolo animale ci da l’opportunità di affrontare l’annoso dilemma di tutti coloro che si imbattono in un animale ferito: cosa fare, a chi rivolgersi? Come ci spiega il Presidente d’Esposito <<Il rinvenimento degli animali selvatici è un argomento che coinvolge numerosi cittadini sensibili che spesso si imbattono in uccelli o mammiferi in difficoltà. La voglia innata di aiutare tali creature indifese è tanta ma spesso si è costretti ad improvvisarsi “veterinari” o a fare una lunga staffetta di telefonate per capire a chi rivolgersi. La cura dei selvatici è una specializzazione che spesso trova impreparati i veterinari locali e, taluni, dimostrano difficoltà anche nel solo maneggiare una poiana o una volpe ferita. Il WWF, assieme alla LIPU, si è occupata da sempre della conoscenza e delle cure di questi animali ma, purtroppo, sono ormai alcuni anni che tutti i Centri di Recupero Fauna Selvatica in gestione a tali associazioni sono stati chiusi!!! Attualmente è operativo solo il “Frullone” gestito dall’Asl Na1, ma il trasporto e la consegna degli animali feriti fino a Napoli è complesso anche se si cerca di fare il possibile. A breve, con l’entrata a regime della stagione venatoria e il passo autunnale dell’avifauna, inizieranno le numerose segnalazioni di rinvenimento di importanti rapaci feriti da arma da fuoco e si rischia, anche quest’anno e nostro mal grado, di trovarci impreparati all’ennesima emergenza annunciata>>

Altre delucidazioni ci vengono date dal referente zoologo del WWF dott. Guglielmo Maglio, che spiega: <<Il riccio è un piccolo mammifero insettivoro (non un roditore, come spesso erroneamente si crede) di circa 25-30 cm di lunghezza che presenta caratteri unici e abbastanza particolari: innanzitutto il rivestimento di aculei, che gli permette di difendersi dai predatori (volpe, cane, gatto). Gli aculei sono inseriti in un rivestimento muscolare che, contraendosi, li rizza e copre l’animale con una calotta spinosa schermando le parti più indifese (ventre, muso e zampe). Il riccio esce prevalentemente di notte; andando in cerca di insetti, rane, lucertole, piccoli uccelli, topolini e persino serpenti. E’ molto vorace e si nutre in continuazione, per poter far fronte alle sue notevoli esigenze metaboliche. Contrariamente a quanto si crede, il riccio non è immune al veleno delle vipere, ma spesso nel combattimento con questa risulta vincitore. Si riproduce a maggio (e spesso anche ad ottobre), mettendo al mondo da 4 a 9 piccoli. Talvolta capita di ritrovare dei piccoli abbandonati, soprattutto se nascono ad ottobre, e viene spesso la tentazione di allevarli in casa. Meglio però lasciare questo compito agli esperti! Infatti i piccoli ricci non tollerano il latte di mucca – letale per i neonati – e hanno bisogno di particolari cure che non sempre siamo in grado di dare!>>

La storia del giovane riccio si è per fortuna conclusa a lieto fine grazie al pronto intervento dei volontari del WWF Penisola Sorrentina. L’animale dopo una breve degenza, ha ritrovato la libertà tra la gioia e l’entusiasmo di diversi bambini intervenuti al momento del rilascio nei pressi di un corso d’acqua, a Massa Lubrense,  tra le fitte siepi della campagna di Schiazzano. Peccato però che la stessa sorte sia ben più triste per molti altri esemplari di questa specie, che spesso trovano la morte per avvelenamento causato dal massiccio uso di sostanze chimiche in agricoltura, nonché uccisi sulle strade da parte delle automobili.

Ferdinando Fontanella

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