Degrado, sempre più degrado per il perimetro esterno del tanto decantato Mav (Museo Archeologico Virtuale) ad Ercolano. I corridoi laterali della struttura sono ormai divenuti orinatoi a cielo aperto per non parlare delle quanto meno discutibili frequentazioni che la sera “adornano” la struttura praticamente lasciata in balia degli eventi. Il dato più agghiacciante è dettato dal fatto che tutti sanno e vedono ma nessuno muove un dito. Al di là di alcune incursioni nel mercato da parte delle Forze di Polizia poco o nulla si è fatto per ridonare luce e spessore ad un sito che almeno sulla carta avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello della nuova Ercolano. A prescindere dal fatto che ad oggi in città l’occupazione è pari allo zero e che l’Istituzione Scolastica ha un gran da fare per quanto meno tentare di indottrinare le giovani leve indigene ci si chiede cosa sarebbe di Ercolano senza il prezioso contributo dell’Associazioni di volontariato che spesso sopperiscono in modo impeccabile ai disservizi della macchina comunale. Lungi dal voler sollevare alcuna polemica sterile non si comprende il criterio logico che anima l’operato di un governo locale troppo distante dalle reali problematiche comunitarie. Non basta “rattoppare” qua e la il paese per guadagnare stima e credito agli occhi dei cittadini: occorre invece scendere in campo in prima persona, esporsi come il mandato amministrativo prevede in difesa dei diritti civili degli ercolanesi. Soprattutto non bisogna usare la “malavita come alibi” all’immobilismo in cui ormai versa il paese: mai come in questo frangente storico le Forze dell’Ordine, grazie all’ausilio offerto dall’Associazione antiracket, hanno inferto un colpo mortale al malaffare assicurando alle patrie galere pezzi da novanta dei clan camorristici operanti nella zona. Quali sono allora le motivazioni reali che impediscono alla città di crescere? Come mina alla radice la credibilità e l’immagine di un territorio che vanta duemila anni di storia? Le persone oneste di Ercolano reputano che sia veramente giunto il momento per il sindaco Vincenzo Strazzullo di vivere più attivamente il proprio territorio attraverso meeting con la popolazione a mezzo dei quali illuminare i cittadini sulle tecniche d’intervento adottate da un’amministrazione presieduta da un professionista noto e stimato ad Ercolano chiamato oggi a ricambiare la fiducia espressa in modo plebiscitario alle urne in occasione delle ultime amministrative locali. Della serie: la parola ora al sindaco Strazzullo.
Alfonso Maria Liguori