Vico Equense, Cinque diserta l’assise: “So di aver sbagliato, ma la minoranza esagera nei toni senza conoscere i fatti”

“Non ero in giro a spegnere incendi. Dilengite lo sa benissimo, il fuoco a Moiano era già spento. Quindi è stupido fare del sarcasmo!” E’ un fiume in piena Gennaro Cinque al telefono. Ed è consapevole che ha fatto una brutta figura assentandosi dal Consiglio Comunale nel quale doveva presentare la nuova Giunta. Ma non accetta i toni accesi usati dalla minoranza:” Ho fatto una scorrettezza e me ne scuso, ma non mi sento né un ras né uno strafottente! Ho avuto una discussione intensa con alcune persone, mi sono arrabbiato perché a me piace mantenere la parola data e dover ancora discutere a pochi minuti dall’apertura del consiglio lo trovo intollerabile. Quindi nessuna prevaricazione da parte mia. Invece di fare illazioni qualcuno dovrebbe imparare a sapere di cosa parla!”

Non dice però il Sindaco chi lo ha fatto arrabbiare, mantiene uno stretto riserbo. Quanto al “giallo” Migliaccio assicura:” L’avvocato Migliaccio è in Russia, tornerà a fine settimana e sarà assessore e vice-sindaco, come ho già comunicato. Gli altri nomi sono quelli comunicati in Consiglio, e cioè Antonio Di Martino, Antonella Cioffi, Giuseppe Ferraro, Giuseppe Russo e Benedetto Migliaccio. La giunta è varata ed è già operativa. Per quanto riguarda le deleghe a fine settembre saranno tutte assegnate”.

Lo sfogo che Gennaro Cinque nasce dalle accuse molto pesanti che la minoranza gli ha mosso quando, durante il Consiglio Comunale, si è accorta che il sindaco, rieletto a giugno con percentuali bulgare, non aveva intenzione di partecipare e comunicare di persona i rappresentanti della nuova giunta nonostante i tre mesi dalle elezioni. Ne è nato un putiferio finito con la caduta del numero legale per abbandono della minoranza e di qualche consigliere di maggioranza spazientito forse dall’atmosfera diventata incandescente.

“Sono stato persino convocato dal Prefetto su richiesta di Aldo Starace”, dice Cinque, “per spiegare i motivi per cui ho voluto prendere tempo a fare la Giunta. Il Prefetto ha però capito benissimo che la mia voluta lentezza non ha niente a che vedere con i presunti ricatti, come insinua qualcuno in minoranza. Oggi le regole dell’amministrazione comunale sono cambiate, bisogna accorpare gli assessorati e questo implica anche dei cambiamenti a livello dirigenziale. Io ho bisogno di una macchina comunale che sia efficiente e non posso permettermi di mettere su un apparato con delle disfunzioni che alla fine ricadono sui cittadini.” Cinque si riferisce soprattutto ai debiti accumulati negli anni dal Comune dovuti soprattutto ai numerosi contenziosi con ditte in appalto. Procedure aperte e “rimaste appese” per anni che fanno lievitare l’esborso di danaro. “Tutte cause perse per le quali si è ricorso in Appello e in Cassazione e addirittura in Consiglio di Stato,” – dice il Sindaco. “Le cifre iniziali diventano enormi con il passare del tempo e questo non deve più accadere. Voglio che gli appalti e i contratti siano chiusi al massimo in tre mesi. Oggi le ditte hanno uffici legali agguerritissimi e bisogna fronteggiare ogni evenienza con competenza e professionalità.” Quanto ai debiti accumulati dal Comune, Gennaro Cinque è chiaro” Sono frutto di anni e anni di amministrazione, mica li ho fatti solo io?”

Durante il Consiglio Comunale, Pasquale Cardone, ex consigliere del PD, aveva diffuso un volantino nel quale si accusava tutta la minoranza, specie quella di centrosinistra, di non aver nemmeno fatto una interrogazione relativa alla prossima installazione delle antenne per la telefonia, disattendendo le 1500 firme raccolte contro questa decisione.

Secondo il consigliere Natale Maresca sull’argomento stanno invece lavorando bene sia Aldo Starace che la Prof.ssa Scaramellino e Cardone farebbe bene a tacere, vista la sonora bocciatura elettorale. Il Sindaco su questo è stato lapidario:” Le antenne, soprattutto quella sul vecchio Municipio, non costituiscono alcun pericolo per i cittadini, anzi serviranno ad eliminare quella di Montechiaro di maggiore potenza. Sono uno dei successi di questa amministrazione.”

Un altro punto importantissimo per Gennaro Cinque è quello delle politiche sociali, sull’argomento è davvero incontenibile:” Bisognerà spiegare bene quali sono le motivazioni per le quali volevo uscire dal Piano Sociale di Zona. Il Comune ha perso il ricorso intentato dalla Cooperativa Prisma rappresentata da De Angelis e dovrà rientrare nel piano, ma De Angelis garantirà le stesse prestazioni che adesso io riesco a garantire ai disabili di Vico Equense? Non credo proprio, visto che riusciamo a dare assistenza a 11 disabili minori contro i quattro che la Prisma portava a Sorrento.” E anche per quanto riguarda la raccolta differenziata il Comune ha risparmiato la bellezza di 340.000 € senza aumentare la Tarsu. Insomma sia chiaro che non sono pregiudizialmente contrario alla cooperazione tra comuni, ma pretendo che almeno si abbiano dei vantaggi economici per i cittadini e delle prestazioni ottimali. Se ho fatto delle scelte avevo le mie buone motivazioni. Si leggano le carte, si venga a verificare se quello che dico è vero. Ci sono stati dei risparmi per delle prestazioni migliori. Non dico che si debba essere per forza d’accordo con le mie scelte ma che perlomeno si parli conoscendo le cose e non per partito preso. Anche perché a me della politica interessa poco, faccio il sindaco e mi occupo del benessere della mia città. La minoranza e i miei denigratori venissero in Comune a verificare gli atti invece di sbraitare contro di me.”

A Vico Equense permane dunque una situazione politica incandescente, anche nel centrosinistra che ha subito una clamorosa sconfitta alle amministrative di maggio. E, come accade per tutte le sconfitte, c’è un rimpallo delle responsabilità. Se a chiacchiere si continua a invocare l’unità politica, nei fatti l’opposizione continua a dilaniarsi cercando al suo interno una leaderchip riconosciuta da tutte le sue componenti. Un cane che si morde la coda insomma, mentre Gennaro Cinque, nonostante le infinite diatribe interne, serenamente afferma:” Io non ho nessun problema. Continueremo il lavoro iniziato e faremo ancora meglio che nel passato. In fondo tre mesi senza Giunta non hanno pregiudicato nulla. Starace la smetta di venire in Comune a ironizzare su tutto e facesse delle proposte serie. Sono sempre disponibile ad ascoltare lui come chiunque abbia qualcosa di buono da proporre.”

Maria D’Ordia

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