Secondo incendio di inizio estate nel Parco Nazionale del Vesuvio. Le fiamme si sono alzate stamattina alle ore 10,30 circa e si sono propagate nella zona di Trecase. Cinque giorni fa il fuoco ha portato via parte della vegetazione nella stessa zona. Dopo la segnalazione arrivata dagli uffici preposti al monitoraggio degli incendi, è arrivato un elicottero del corpo della Guardia Forestale a spegnere le fiamme, coadiuvato da un canadair, ed insieme hanno operato fino al tardo pomeriggio. Oltre alla forestale, sono intervenuti gli operatori della Sma della base di Gragnano e gli operatori regionali. Al momento sono in corso le indagini per stabilire l’origine delle fiamme, che probabilmente sono state causate dalla disattenzione di qualche cittadino, oppure dal caldo. Encomiabile il servizio degli operatori regionali, che in questi mesi lavorano senza percepire lo stipendio, a causa di alcune indecisioni politiche in Regione. Come detto, la scorsa domenica si è verificato un altro incendio nel Parco Nazionale del Vesuvio, nella stessa zona in cui le fiamme si sono propagate oggi, che è costituita per lo più dalla selva. Anche in quel caso, le fiamme si sono sviluppate di mattina e i vigili del fuoco di Napoli hanno operato fino alla sera nel tentativo di domare l’incendio. Con l’estate quindi, torna l’emergenza incendi anche nell’area vesuviana, dove ogni anno di questi periodi, il fuoco porta via una parte della vegetazione del Parco Nazionale del Vesuvio.
“Sembra una battuta- dichiara Francesco Emilio Borrelli a nome di tutti i Verdi Ecologisti del vesuviano- ma sul Vesuvio si sta scherzando troppo con il fuoco. È assurdo che nonostante gli ultimi terremoti e gli incendi che stanno colpendo l’intera area da giorni, la Protezione Civile nazionale continui a non aggiornare i piani di evacuazione. Poco importa se i terremoti registrati sono di lieve entità. Hanno allargato la zona rossa ma paradossalmente non sono stati aggiornati i piani. E stamattina c’è anche stato il terremoto nel Nord Italia. Cosa aspettano ad intervenire?”. Così esordiscono i Verdi ecologisti, che hanno deciso di diffidare la Protezione Civile nazionale, affinché agisca con rapidità per garantire la sicurezza delle popolazioni locali.