Continua senza sosta a Ercolano la lotta al malaffare condotta con coraggio e professionalità dalle forze dell’ordine coadiuvate dalle associazioni volontarie presenti sul territorio il cui contributo è stato indispensabile ad assestare un colpo mortale ai temibili clan locali. Dopo gli ultimi blitz che hanno assicurato alla giustizia mandanti ed esecutori di un sistema camorristico che negli anni ha prodotto vittime da bollettino di guerra adesso l’attenzione degli inquirenti è accentrata sui collaboratori di giustizia.
Proprio dalle gole profonde della malavita potrebbero finalmente essere pronunciati “nomi eccellenti e insospettabili ” di sodalizi criminali potenti e ben ramificati anche oltre i confini ercolanesi. E’ proprio ai colletti bianchi della camorra ercolanese che adesso si punterebbe per far luce su decenni di prevaricazione violenta e movimenti di denaro sporco che solo l’abilità di valenti professionisti avrebbero potuto tenere in piedi.
L’idea che ai soli killers o esattori della camorra sia toccato il compito di investire e ripulire i proventi dei clan fa sinceramente sorridere : si cercano al contrario collusioni e “convivenze lavorative ” tra chi forse ha sempre ritenuto di farla franca perché al di sopra di ogni sospetto e i cosiddetti camorristi ordinari. Il pensiero va al lavoro certosino del giudice Giovanni Falcone che insieme al collega Paolo Borsellino aveva ben compreso la necessità di ricomporre il puzzle della mafia risalendo alle menti e ai poteri “forti” che come mastri burattinai tendevano i fili di un sistema criminale talmente potente sotto il profilo economico da raggiungere bilanci analoghi a quelli di uno stato a se .
Stato inesistente, formato da gente senza scrupoli pronto a tutto pur di arrivare ai vertici di cosa nostra. Ebbene il modello ercolanese potrebbe clamorosamente riproporre lo stesso miserabile copione : parli dunque chi è a conoscenza dei fatti e lo faccia in nome di un reale pentimento nei confronti della società civile che lo stesso con le proprie azioni criminali ha fortemente danneggiato.
Alfonso Maria Liguori