Il libro. È un futuro prossimo venturo senza voce, senz’anima, quello che presenta L’antico odore delle pagine, in cui l’autrice Mena Senatore, docente di Inglese di origine e famiglia cavese, attualmente residente a Roma, nel raccontare in chiave fantascientifica (e con efficaci illustrazioni) un’avventura giovane di fine secolo XXI, paventa l’avvento di una cultura fredda, meccanica, impostata sul pc, al riparo da rapporti fisici.
La Scuola del Futuro, con libri virtuali, con un sistema che era una forma avanzata di touch-pad, per cui bastava guardare i tasti e poi spostare lo sguardo…Anche l’amore è virtuale, virtuali sono gli incontri tra gli allievi della scuola: sincronizzavano gli orologi a un server centrale, sceglievano un posto dove ambientare i loro incontri e chattavano. Ma in questo mondo tutto occhialini da 3D e server, computer e link, arriva l’intruso, Max, che porta lo scompiglio, l’amore per un’antica passione, quella per il “libro”, formato da pagine da accarezzare, parole da amare, sentire, leggere, apprezzare. E così, anche grazie all’appoggio, all’amicizia, all’amore della coetanea Lucy, dopo un prolungato blackout che blocca tutti i computer, la scoperta da parte di tutti. La scoperta di un mondo di parole, antico quanto la Vita, eterno quanto l’Universo, fatto di segni, di lettere intrise di emozioni, di sensazioni, di input creativi, pieno soprattutto di “anima”.
Un libro piccolo, coinvolgente, di agile lettura. Un libro importante: fa riflettere i piccoli, e mette sull’avviso gli adulti. Un libro da diffondere, un libro su cui discutere. Un libro con l’anima del futuro, contro un futuro senz’anima.