Come già anticipato nelle scorse ore dal nostro giornale, gli agenti nel corso di sequestri e perquisizioni coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli, si sono a portati a Pompei, in un locale di via Ripuaria. Si trattava di uno scantinato di un appartamento nella disponibilità di Raffaele Maurelli, ritenuto, insieme al fratello Giuseppe e a Paolo Del Sole, narcos al vertice della catena di finanziamento ed importazione dell’enorme quantitativo di cocaina sequestrato nel 2014 in Spagna.
I poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato una scatola contenente sette bombe a mano da guerra di produzione “ex Jugoslavia”, tutte complete di accenditore, e dei giubbotti antischegge, oltre ad una macchina per impacchettare denaro sottovuoto. La rimozione in sicurezza degli ordigni ha richiesto l’intervento del corpo speciale degli artificieri, che hanno altresì proceduto alla relativa distruzione.
Nell’ambito delle perquisizioni sono state rinvenute anche due casseforti-caveau contenenti ingentissimi
Le attività, come già accennato, sono scaturite dall’esecuzione delle ordinanze di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di tre incensurati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione, acquisto, trasporto ed importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica alla Campania, attraverso il canale spagnolo.
I fratelli Maurelli, Raffaele e Giuseppe, nonché Paolo Del Sole, già ritenuti al vertice della catena di finanziamento ed importazione dell’enorme quantitativo di stupefacente sequestrato ad Aguilas in Spagna nell’estate del 2014, per un peso di circa 700 kg per il tramite di imbarcazioni appositamente predisposte, in quel caso la barca a vela Scugnizza, hanno quindi visto passato al setaccio, fin nelle ultime ore, tutto il patrimonio nella loro disponibilità.