Napoli, l’eredità culturale: a cinquant’anni dalla scomparsa di Totò

Lo spettacolo in programma il 21 maggio, dettato dall’opera di Viviani, vuole essere un avvicinamento del Principe della risata al grande commediografo stabiese

TotòA Napoli, il 21 maggio prossimo, il rione Sanità continua ad essere in festa per le manifestazioni celebrative in onore del Principe de Curtis in arte Totò, a cinquant’anni dalla sua scomparsa.

Lo spettacolo in programma, dettato dall’opera di Viviani, vuole essere un avvicinamento del Principe della risata al grande commediografo stabiese. L’artista, eredità culturale del nostro paese, è nato appunto nel rione Sanità, che allora aveva il nome di quartiere Stella, ubicato intorno alla Stazione Centrale, chiamato “Sanità” per la buona aria che spirava.




Totò: “Io facevo per gioco le scenette comiche”

Le famiglie della zona, passavano insieme il tempo con la musica, la poesia, il canto; “io, diceva Totò, facevo per gioco le scenette comiche e così iniziai“. Naturalmente uno dei luoghi dello spettacolo del 21 maggio è la piazza della Sanità, ma ci si augura che tutta Napoli partecipi ad una festa itinerante, che parte dai Vergini e si infila nei vicoli del rione.

Saranno eseguiti arrangiamenti di brani di Viviani, dice la presentazione, in forma bandistica, con strumenti a fiato e percussioni, o dispositivi diversi, come nacchere e tamburi, per seguire in maniera moderna l’ascolto della musica dell’autore.

Di Totò ha parlato anche il Presidente della Repubblica inneggiando alla maschera dell’artista, continuatrice di quella della “Commedia dell’arte”, ai premi ed alla sua Laurea postuma, assegnatagli dall’Università Federico Secondo.

Federico Orsini

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