Aggressione in pieno centro ieri mattina a Torre del Greco: ferito un giovane tatuatore con una coltellata al polso. L’aggressione è scaturita nei pressi dell’ufficio postale di via Vittorio Veneto. La vittima era nella sua auto in compagnia della sorella, quando sono stati accerchiati da diversi motorini e costretti ad uscire dalla vettura.
Il 21enne è stato poi colpito da un altro giovane che armato di coltello l’ha ferito al polso. Ancora non è chiaro il motivo dell’accaduto. Sembrerebbe che la sorella del 21enne avesse subito un approccio eccessivamente fastidioso da parte del capo branco del gruppetto di balordi.
La donna avrebbe messo a conoscenza il fratello delle molestie subite manifestando nel contempo l’intenzione di denunciare tutto alle forze dell’ordine. A quel punto sarebbe scattata l’aggressione. A seguito della coltellata, il 21enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Maresca di Torre del Greco, i sanitari hanno provveduto a bloccare l’emorragia, riscontrando una grave lesione del tendine con limitata funzione del dito della mano destra. Dopo le prime cure il giovane che oggi avrebbe dovuto inaugurare un negozio di tatuaggi è stato trasferito in un’altra struttura con reparto di chirurgia della mano.
Sul caso indagano ora i carabinieri di Torre del Greco. Ennesimo esempio di follia , di violenza spropositata messa in essere da giovani senza scrupoli, gente capace di rovinare per sempre il vissuto di onesti lavoratori rei solo di essersi difesi da vergognose molestie. Una vicenda che dovrebbe profondamente scuotere le istituzioni e accendere ancora una volta i riflettori sull’emergenza sicurezza nel vesuviano, con particolare riferimento alla microcriminalità.
Senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione a prevalere saranno sempre i modelli di strada, gli stereotipi di un sistema che promette miraggi di gloria e agiatezza comprando giovani esistenze per poche centinaia di euro. Vite che terminano inesorabilmente poi il proprio corso riverse sull’asfalto in un mare di sangue o in una cella.
Alfonso Maria Liguori