I poliziotti, impegnati nel controllo del territorio, transitando nelle zone delle Case Nuove, in Vico Gabella Vecchia hanno notato il 45enne che alla loro vista urlava al fratello: “Tonino le guardie”. Il 48enne prontamente chiudeva un’autovettura Fiat Panda parcheggiata all’angolo con via Cosenz e si allontanava credendo di non essere visto. Gli agenti hanno controllato i due uomini ed esteso il controllo all’autovettura nonostante il maggiore avesse provato a disfarsi della chiave della stessa.
Gli operatori dell’ordine con l’ausilio di un’altra pattuglia hanno effettuato un accurato controllo all’auto e all’interno, riposto dietro il sedile lato passeggero, hanno trovato uno zainetto all’interno del quale una pistola e della droga. I due uomini sono stati arrestati e condotti al carcere di Poggioreale. Nello specifico all’interno dello zaino gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un revolver calibro 38SP, risultato rubato nel 2014 in Napoli: l’arma provvista di cartucce era all’interno di un sacchetto di plastica unitamente ad altro munizionamento.
Gli agenti hanno anche sequestrato 18 bustine di marijuana e un paio di guanti neri. Si tratta ora di comprendere perché i 2 arrestati fossero armati: girare con un revolver calibro 38 calibro vuol dire avere un’arma estremamente efficace pronta all’uso. Il modello revolver infatti a differenza delle semiautomatiche non rischia di incepparsi: caratteristica che, unitamente alla doppia azione e al fatto che non lascia bossoli, fa di questo tipo di pistola l’arma preferita dai killer della camorra.
Alfonso Maria Liguori