Il Tribunale del riesame non ha accolto l’istanza presentata da Vittorio Giaquinto, legale della commissaria della Polizia Penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere, con la quale veniva richiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, riconfermando gli arresti domiciliari per la donna.
La decisione dei giudici era stata presa a seguito delle indagini in corso sugli eventi che non più tardi di un anno fa si verificarono nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove agenti di polizia penitenziaria si erano resi autori di atti violenti ai danni di alcuni detenuti.
Raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare lo scorso 28 giugno, come altri cinquanta indagati, la commissaria penitenziaria, Anna Rita Costanza, ha sempre sostenuto di essere sopraggiunta ad azione iniziata. Tuttavia già il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, aveva considerato che la donna fosse da considerarsi tra gli artefici della violenta spedizione del 6 aprile 2020. Tesi riconfermata anche dai giudici del riesame.
Intanto ieri al carcere di Santa Maria Capua Vetere si è recato anche il premier Mario Draghi accompagnato dal ministro della Giustizia Cartabia, che ha parlato di un “sistema da riformare, non può esserci giustizia dove c’è abuso, né rieducazione dove c’è abuso”, ma anche che “la maggior parte della polizia penitenziaria è formata da persone perbene che rispettano i detenuti, la divisa e le istituzioni”.