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Lettere, si stringe il cerchio attorno ai killer di Ciro Gargiulo

Lettere, omicidio di Ciro Gargiulo: controlli e indagini a tappeto. Sullo sfondo il business della marijuana in mano alla camorra

È caccia ai killer di Ciro Gargiulo (alias ‘o biondo), il narcos dei Monti Lattari ucciso a colpi di fucile nei giorni scorsi in via San Giorgio, al confine tra Casola di Napoli e Lettere. Le forze dell’ordine stanno battendo l’intero territorio, con posti di blocco e controlli vari, per cercare di fare chiarezza su questo efferato delitto. È stata accertata intanto la matrice camorristica, considerato anche il passato di ‘o biondo, ritenuto tra i narcos più importanti del territorio e già coinvolto in passato in diverse operazioni delle forze dell’ordine.

Lettere, si stringe il cerchio attorno ai killer di Ciro Gargiulo

Gargiulo era infatti tra i capi della catena dedita alla coltivazione di piantagioni di marijuana, anche all’esterno dei confini della regione Campania. Dopo l’omicidio di lunedì mattina si cercano dunque i killer e si prova a fermare un’escalation di violenza con rischio faida. L’inchiesta è passata alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che cerca adesso di capire il movente del raid di morte.

Le forze dell’ordine stanno battendo l’intero territorio, con posti di blocco e controlli

Tra le ipotesi al vaglio, c’è quella di un’epurazione dei vecchi e storici narcos dell’area dei Monti Lattari. Prima di Gargiulo infatti, sono stati uccisi anche Antonino Di Lorenzo (alias ‘o lignammone, anch’egli di Casola di Napoli) e Ciro Orazzo. L’omicidio di ‘o biondo dunque prosegue la lunga scia di sangue che da anni, ormai periodicamente, sconvolge la relativa tranquillità dei paesini dei monti Lattari.

Piccole comunità, come quelle di Casola e Lettere, che negli ultimi dieci anni sono state teatro di delitti efferati, vere e proprie esecuzioni spietate, tutte legate alla gestione dei traffici di marijuana. E adesso con la morte di Gargiulo, la vecchia guardia dei narcos praticamente non esiste più.

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