Potrebbe essere stato un gioco finito in tragedia quello che ha portato alla morte di Arcangelo Correra, il 18enne morto stamattina dopo essere stato raggiunto da un proiettile alla testa, precisamente alla fronte, nel centro storico di Napoli.
Gli agenti della Squadra Mobile partenopea stanno interrogando in Questura i due amici che erano con lui stanotte. Escluse le ipotesi di un agguato o di un raid, si fa largo la pista del gioco finito male.
Un incosciente “gioco” a mano armata finito in tragedia
L’ipotesi è che la vittima, insieme con altri ragazzi più o meno suoi coetanei, stesse maneggiando una pistola “per gioco” quando, per cause ancora in corso di accertamento, dopo lo scarrellamento dell’arma, sarebbe partito un proiettile che ha colpito Correra alla testa.
SCARRELLARE – Le armi automatiche e semiautomatiche possono essere caratterizzate da una preventiva azione di caricamento iniziale e manuale oltre, ovviamente, al normale inserimento del caricatore: per poter rendere l’arma offensiva (pronta al fuoco) si dovrà scarrellare, cioè arretrare manualmente il carrello-otturatore per permettere alla prima cartuccia di entrare nella canna e di armare il percussore (nelle armi che iniziano l’azione di sparo ad otturatore chiuso) o per predisporre la “massa battente” ad eseguire la sua funzione qualora venisse premuto il grilletto (nelle armi che iniziano il ciclo di fuoco ad otturatore aperto).
Giovanissimi armati: uno di essi era cugino della vittima
Tra i ragazzi presenti al momento dello sparo c’è Renato Caiafa, cugino della vittima e il fratello minore di Luigi Caiafa, 17enne ucciso a Napoli 4 anni fa durante una rapina da un poliziotto. Arcangelo aveva compiuto 18 anni lo scorso 25 ottobre, e morto questa mattina dopo un disperato intervento chirurgico al cervello all’ospedale dei Pellegrini.
Dopo tutte le ipotesi investigative provate dalla Squadra Mobile di Napoli guidata dal primo dirigente Giovanni Leuci, anche grazie ad alcune testimonianze sembra si sia imboccata la pista giusta per ricostruire quanto accaduto intorno alle cinque di questa mattina nel centro storico di Napoli, ennesima tragedia di cui si sono resi protagonisti giovanissimi armati.
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E nelle ipotesi investigative, sembra proprio che sia successo questo: il proiettile parte improvviso e raggiunge alla testa Correra. In pochi istanti dalle incoscienti risate alla tragedia.
Indagini ancora in corso. Si cerca di stabilire chi impugnasse l’arma
L’indagine continua, con la speranza di chiarire tutti i dubbi e ricostruire esattamente come si sono svolti i fatti, cosa che possono chiarire solo i due ragazzi presenti, mettendo fine a questa dolorosa vicenda che ha scosso il cuore di Napoli.
Napoli piegata ed oltraggiata da troppe giovani vittime
Si spara ancora in città nel giorno in cui si è tenuta una assemblea pubblica “Liberiamo Napoli dalle violenze“. Correra è il terzo ragazzo poco più che maggiorenne nel giro di una decina di giorni: Emanuele Tufano aveva solo 15 anni, in uno scontro tra gang, ha perso la vita per le coltellate ricevute all’addome, in corso Umberto, tra il 23 e il 24 ottobre scorsi. La scorsa settimana, nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, a perdere la vita è stato Santo Romano, 19enne portiere di Eccellenza, per una scarpa macchiata, ucciso da un minorenne che davanti al gip ha ammesso: “Sì, ho sparato io, ma era per difendermi”. L’ultima vittima è ora Arcangelo Correra, 18 anni appena compiuti, morto per gioco.
Filippo Raiola