Grande emozione per Elena Anticoli De Curtis, nipote di Totò, che ha presentato il suo libro Il principe poeta nella suggestiva cornice del Castello di Lucrezia D’Alagno, a Somma Vesuviana, durante la fiera del libro “Il Castello di Carta”.
“L’emozione è tanta nel ripercorrere i luoghi dove nonno è stato. Lui è stato ospite del marchese De Curtis e mia nonna mi ha sempre raccontato del Castello di Somma Vesuviana. A casa ho uno stemma che credo provenisse proprio da qui. Essere in questo posto è un tornare alle mie radici“, ha dichiarato la scrittrice davanti a una sala gremita.
Elena Anticoli De Curtis ha sottolineato come la figura di suo nonno Antonio De Curtis, in arte Totò, sia sempre stata presente nella sua vita. Nel libro, ha raccontato l’uomo dietro il personaggio, distinguendo tra Totò e Antonio, due anime inscindibili: “Totò ha aiutato Antonio ad esprimersi, anche perché nonno era molto timido. Antonio mi ha lasciato una scala di valori che porto con me e cerco di trasmettere alle nuove generazioni: il rispetto, il sacrificio, l’attenzione ai dettagli“.
Un viaggio nella memoria tra storia e cultura
Durante la serata, il pubblico ha potuto immergersi nella storia e nell’arte di Totò grazie a video, immagini e alla sua voce poetica. Ad accompagnare il racconto, le note di Malafemmena, suonate dal vivo, e registrazioni audio di Liliana De Curtis, figlia dell’artista.
L’evento ha rappresentato un momento significativo per la città, come sottolineato dall’Assessore alla Cultura di Somma Vesuviana, Rosalinda Perna: “Avere Elena Anticoli De Curtis in queste sale che videro la presenza di Totò è il coronamento di un percorso culturale importante. Questo Castello, costruito tra il 1456 e il 1458 dagli Aragonesi, ha visto protagonisti non solo Antonio De Curtis, ma anche il campione di ciclismo Fausto Coppi, che qui si allenava“.
Anche il sindaco Salvatore Di Sarno ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare il patrimonio storico: “E’ stato un onore ospitare Elena Anticoli De Curtis. Il nostro obiettivo è preservare e promuovere la cultura, come dimostra la prossima riapertura della Villa Augustea il 29 marzo“.
Totò e il sogno del Castello
Il rapporto di Totò con il Castello di Somma Vesuviana ha radici profonde. Nel 1936, l’attore vi fece visita accompagnato dal marchese Francesco Maria Gagliardi per cercare una possibile parentela con la nobile famiglia De Curtis. La sua passione per la nobiltà lo portò, già nel 1933, a farsi adottare dal marchese Gagliardi per ereditare i titoli nobiliari.
L’anno seguente, il marchese Gaspare De Curtis ospitò Totò nel castello insieme alla moglie Diana Rogliani e alla piccola figlia Liliana. La famiglia vi soggiornò per una settimana, nonostante le difficoltà della struttura priva di elettricità e riscaldamenti. Durante la permanenza, Totò acquistò un dipinto settecentesco raffigurante un nobile De Curtis, convinto della somiglianza con se stesso.
Nel 1952, l’attore tornò a Somma Vesuviana, accompagnato dalla compagna Franca Faldini, con l’intento di acquistare il maniero. Nonostante i numerosi tentativi, l’acquisto non andò mai in porto, ma il legame tra Totò e il Castello rimase forte nel tempo.
Un evento come “Il Castello di Carta” ha saputo risvegliare questa memoria storica, celebrando l’eredità di Antonio De Curtis e il valore culturale di un territorio ricco di storie da raccontare.