Spaventoso incendio a Scafati: le fiamme divorano il sito di stoccaggio rifiuti della S.en.ec.a. Srl

Una nube densa si è alzata verso l'entroterra, evacuazioni precauzionali e ordinanza di emergenza. Vigili del Fuoco al lavoro per almeno i prossimi due giorni per contenere il rogo e domare le fiamme

Erano all’incirca le 12:00 quando un denso fumo grigio ha cominciato a sollevarsi dalla periferia di Scafati ai confini con Sant’Antonio Abate. Un enorme capannone, adibito a sito di stoccaggio delle balle di rifiuti, prodotte dalla S.en.ec.a. Srl, ha preso fuoco.

L’incendio di vaste dimensioni, lingue di fuoco altissime e fumo denso

L’incendio si è sviluppato in via Deposito Munizioni, una traversa di via Gallileo Ferraris, interessata da importanti lavori urbanistici. In pochissimi minuti le fiamme si sono propagate all’intero capannone, con lingue di fuoco visibili da lunga distanza e con un fumo densissimo che subito ha cominciato, ad essere trasportato verso Est da un costante vento che ha continuato a spirare dal mare verso l’entroterra. In pochissimi minuti una “nuvola” grigia ha in parte oscurato anche il centro di Scafati continuando verso le cittadine limitrofi.

L’intervento dei Vigili del Fuoco, almeno due giorni per domare le fiamme

Sul posto i Vigili del Fuoco con le autobotti che si sono alternate e ulteriori autocisterne messe a disposizione da aziende private che hanno rifornito i mezzi rossi.

Poco o nulla da fare per gli uomini in casco rosso a fronte del muro di fuoco impressionante che nel frattempo divorava rifiuti di ogni genere. Troppo alte le temperature sprigionate. “In queste condizioni l’acqua riesce solo a rallentare e a delimitare l’incendio, ma non a domare le fiamme“, è quanto riferiscono fonti dei VV.FF.

A quanto pare l’incendio potrebbe andare avanti con questa potenza anche per un paio di giorni prima che almeno le fiamme siano domate, ma per dichiarare l’incendio del tutto concluso saranno necessari diversi giorni, forse una settimana.

Intanto sotto l’azione delle temperature prodotte dalle fiamme particolarmente aggressive, le travi metalliche che reggevano il capannone sono state deformate e indebolite fino al collasso della struttura.

Sul posto anche il primo cittadino scafatese

Sul luogo dell’incendio anche i Carabinieri e la Polizia Municipale che ha gestito il traffico isolando le strade limitrofi.

A fronte dell’emergenza, da parte del Comune e in particolare da parte del sindaco Pasquale Aliberti, presente in via Deposito Munizioni, era stato anche sollecitato l’intervento di mezzi aerei, ma tale tipo di intervento è stato negato anche a causa delle abitazioni e delle alte costruzioni molto vicine all’incendio. L’acqua lasciata cadere dall’altro potrebbe causare ulteriori danni in quanto non del tutto controllabile nella sua caduta.

Nessun ferito. L’area messa in sicurezza

Fortunatamente non risultano esserci feriti. Le ambulanze presenti sul luogo dell’incendio sono intervenute per trasferire persone allettate che erano impossibilitate ad evacuare le proprie case.

Le fiamme non hanno aggredito un secondo capannone destinato ad deposito delle materie plastiche. L’azienda che gestisce il sito si è subito attivata per trasferire i materiali a stretto contatto con i margini delle fiamme per evitare ulteriori focolai.

Nel pomeriggio è partita un’Ordinanza del sindaco di Scafati

Visto l’incendio esteso che si è sviluppato all’interno dell’impianto di trattamento rifiuti di via Galileo Ferraris in gestione all’operatore economico S.EN.EC.A. S.r.l. che sta producendo una alta ed estesa nube di fumo che potrebbe comportare potenziali pericoli per la popolazione ho ritenuto opportuno firmare il provvedimento con il quale ordino alla popolazione residente entro un raggio di 2 chilometri dall’area dell’incendio:
  1. La disattivazione di tutti gli impianti di areazione e condizionamento;
  2. La chiusura di tutti gli infissi esterni;
  3. Il divieto di consumare o vendere frutta e ortaggi raccolti dopo l’incendio nelle zone comprese entro il raggio di 2 chilometri;
  4. Il divieto di utilizzare risorse idriche provenienti da vasche e pozzi non protetti dalle precipitazioni aeree per fini alimentari;
  5. Il divieto di pascolo nelle zone circostanti”.

Il fumo ha raggiunto anche il comune di Angri, dove il sindaco Cosimo Ferraioli si è raccomandato con i propri concittadini: ” Mi unisco all’appello di chiudere porte e finestre, e di limitare (ove possibile) di sostare all’aperto nelle prossime ore”.

A incendio domato cominceranno le indagini dei VV.FF.

Intanto i Vigili del Fuoco sono impegnati a lottare contro le fiamme, successivamente procederanno con l’analisi dell’incidente, controllando sia la causa dell’innesco che la presenza di misure di sicurezza che avrebbero dovuto limitare le fiamme in partenza.

Gennaro Cirillo

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